Quel giorno in cui le guide iniziarono a ballare.

L’annus horribilis è stato un anno difficile per tutti, ma non mi stancherò mai di dire che alcune categorie ne hanno sofferto particolarmente. La mia è una di quelle.

Tutto chiuso, tutti immobili, tutti in casa e la vita all’improvviso ci congela in una quotidianità fatta solo di azioni primarie.  Poi piano piano un primo cenno di ripresa e inevitabilmente si ricomincia a vivere. Riparte il lavoro d’ufficio in tutte le sue 50 sfumature, si esce per la spesa, si acquista online anche l’inutile, solo per sentirsi ancora parte di un sistema in movimento. Si cucina, si guardano film, si seguono mille mila corsi online, ma non si viaggia. Non si viaggiava un anno fa e non si viaggia ancora oggi e credetemi, 15 mesi, quasi 16 senza lavorare si sentono. Eccome se si sentono!

C’è una vasta categoria di persone ferme. Grande, grandissima ma invisibile agli occhi del mondo e soprattutto agli occhi degli organismi pubblici. Eravamo quelli che accoglievano il viaggiatore quando si muoveva in una terra sconosciuta senza che si perdesse, quelli che decantavano le bellezze della città e i luoghi meno noti, quelli che lo facevano accomodare a tavola per suggerirgli quale piatto degustare. Eravamo quelli che con un sorriso lo accoglievano in hotel, quelli che lo attendevano all’aeroporto con un cartello in mano, con il nome scritto in grande, per essere facilmente individuati. Eravamo, anzi siamo gli Operatori del Turismo!! ! Con la T maiuscola perché viaggiare è ormai un bene primario per molti e viaggiare non significa soltanto zaino in spalla, cartina in mano e pronti all’avventura. Il turista quando si muove ha bisogno di organizzazione, progettazione, coordinamento, tempistiche, assistenza, protezione, sicurezza. Non siamo tutti Indiana Jones alla scoperta del tempio nascosto, molti di noi vogliono una vacanza sicura, fatta di professionalità e spontaneità allo stesso tempo.

Il viaggiatore che arriva da lontano vuole sentirsi coccolato, sicuro ma al tempo stesso vivere “l’esperienza unica”.

Per realizzare  tutto questo non c’è improvvisazione, ma un apparato che si muove dietro il sipario e coordina con discrezione, un sistema che da solo rappresenta una grossa, grossissima fetta del PIL italiano. Ma oggi che quel sipario è chiuso e nessuno assiste più allo show del “viaggio perfetto”, noi siamo i grandi dimenticati. Dopo mesi e mesi passati a piangere, a sperare, a riorganizzare le nostre vite, a cercare sempre idee  nuove per non sprofondare in un baratro  senza fondo e senza futuro immediato, abbiamo deciso di uscire dalle nostre case e ballare!!

Siii ballare!!!
Prove di ballo con uno splendido sfondo

Qualcuno dice che se ci facciamo vedere cosi allegri e felici nessuno crederà mai alla storia della disperazione e dello sconforto. Forse avremmo dovuto restarcene a casa in un angolo buio e continuare a piangere su una piaga che non abbiamo chiesto ma che continuiamo a subire? Forse.

Alberto Gelpi il regista

Eppure la danza sin da tempi antichissimi è parte integrante di rituali e preghiere. Usata da sempre nelle feste popolari, nei teatri e nelle celebrazioni,  diventa per la comunità un vero momento di aggregazione.
Questo è quello che ci mancava: aggregazione.
E la bellezza della nostra città, eterna ma addormentata. Dall’alto delle terrazze più belle di Roma abbiamo danzato alla vita, alla speranza di un futuro migliore e alla voglia di stare insieme.

Grazie all’idea di Alessandra, una collega anche lei stanca di restare a casa e aspettare, il progetto ha preso piede.
Ottanta guide in un attimo si sono ritrovate unite, piene di entusiasmo e pronte ad abbracciare questa idea vincente.
Un regista di talento, una brava coreografa, un’esperta di social hanno affiancato Alessandra in questo sogno perfetto  e tutti noi operatori del turismo abbiamo fatto il resto: le guide in primo piano e poi i drivers, gli chef, gli addetti al ricevimento, gli albergatori.

Tutti abbiamo aderito con trasporto a questo fantastico compimento. Il rivedersi dopo tanti mesi, le mille prove insieme tra  sbagli, gaffes e figuracce varie. E poi di nuovo le prove,  le scenette improvvisate, le gag, le risate in compagnia tra le lacrime  soffocate e la voglia di vivere.
Tutto ha contribuito a rendere il momento speciale e unico.

Il video ha seguito una delle challenge-tormentone del momento.

Ora sta a noi renderlo virale e lanciare il messaggio al mondo: Roma è pronta ad accogliervi!!

Noi guide vi aspettiamo e non vediamo l’ora di ricevervi, per portarvi ancora alla scoperta della nostra fantastica città.

E chissà se quando ci incontreremo di nuovo tra quelle splendide piazze, ci ritroveremo a improvvisare due passi di quella coreografia, che per un momento ci ha fatto dimenticare la tristezza e tornare a sorridere!

Alcune delle guide partecipanti. Al centro il regista Alberto Gelpi e l’ideatrice del progetto Alessandra De Tata (in abito bianco)

Ecco il nostro video!